Impresa 4.0, il piano incentivi per il prossimo futuro

Cosa resta e cosa cambia delle agevolazioni per l’impresa 4.0. La Legge di Bilancio 2019 ha ritoccato molte misure, altre sostituite da nuovi provvedimenti.

A poca distanza dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019 si torna a parlare di impresa 4.0, in particolare sotto il profilo degli incentivi. La nuova Finanziaria ha apportato diverse modifiche alle misure in essere, in alcuni casi sostituendole del tutto. Ecco un assaggio sullo stato dell’arte delle agevolazioni per l’impresa 4.0:

Bonus e credito d’imposta. Dedicati alle attività di ricerca e sviluppo d’impresa 4.0, questi incentivi si riducono dal 50% al 25%, facendo scendere il beneficio massimo da 20 a 10 milioni di euro per singola azienda.

Accesso al credito per le PMI. La Nuova Sabatini per l’acquisto di impianti, attrezzature e macchinari è stata rifinanziata, con stanziamenti per 48 milioni di euro per il 2019, 96 per ogni anno dal 2020 al 2023 e 48 milioni di euro per il 2024. Introdotti anche un Piano Straordinario per la promozione del Made in Italy, oltre a fondi per: Progetti di Interesse Comune Europei (IPCEI) e Sostegno al Venture Capital per applicazioni di tecnologie come AI, IoT e Blockchain.

Iper ammortamento. Prorogato il provvedimento relativo agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologia/digitale. È stata introdotta una modulazione decrescente a favore delle PMI col seguente criterio: per investimenti fino a 2,5 milioni di euro al 170%, tra 2,5 e 10 milioni al 100%, tra 10 e 20 milioni al 50%, con un limite massimo per gli investimenti agevolabili non oltre i 20 milioni.

Formazione. L’Impresa 4.0 comincia dall’addestramento e dall’aggiornamento professionale, rinnovando le relative agevolazioni ma escludendo i liberi professionisti oltre soglie previste e in relazione alla dimensione dell’azienda: piccole imprese al 50% fino a un massimo di 300mila euro annui, medie imprese al 40% fino a un massimo di 300mila euro annui, grandi imprese al 30% fino a un massimo di 200mila euro annui.

Contributo a fondo perduto per Innovation Manager. Nuovi voucher dedicati alle PMI per l’inserimento di risorse direzionali e favorire i processi di riorganizzazione e digitalizzazione aziendale.

Mini IRES. Compensa parzialmente la mancata proroga del Super ammortamento, per gli investimenti in impianti, beni strumentali e assunzione di personale con aliquota che scende dal 24% al 15%.