Germania in recessione? Paesi europei a confronto

La produzione industriale tedesca ha registrato il peggior risultato del decennio, si può parlare di recessione?

germania recessioneLa produzione industriale tedesca è crollata del 5,3% su base annua. Un valore che non si vedeva dal 2009, cioè dalla grande crisi finanziaria. Ma è corretto parlare di recessione? E come questo dato si inserisce nel contesto dell’Eurozona?

La Germania

La produzione industriale tedesca è diminuita inaspettatamente dell’1,7% mese su mese nell’ottobre 2019. Mancando così le aspettative del mercato di una crescita dello 0,1% e dopo una flessione dello 0,6% nel mese precedente, quando la recessione era stata evitata di un soffio. Si è trattato di un calo molto forte, anche perchè gli investimenti fissi extra settore auto sono scesi del 5,9%. Mentre le costruzioni sono calate del 2,8%. Il calo dei beni capitali è stato del 4,4% su base mensile.
Questi numeri sembrano preparare la strada a un ultimo trimestre 2019 negativo dal punto di vista del PIL. La contrazione non colpisce più solo il settore dei mezzi di trasporto, ma che si sta allargando ad altri settori industriali.

Le cause dell’andamento negativo

Secondo gli economisti le cause di questi numeri negativi sono da cercare nella situazione di crisi internazionale, con il problema della guerra commerciale fra USA e Cina ed i dazi internazionali. A cui si sommano le forti tensioni politiche e commerciali con la Turchia, altro paesi con forti legami con Berlino. Le incertezze sono anche legate alla Brexit e alla crisi del settore automobilistico che ormai perdura da mesi. Il dato di ottobre segnala che la strada per la ripresa, in frenata da quasi un anno, è ancora lunga. Secondo Bundesbank l’economia tedesca rimarrà stagnante nel trimestre e anche nel 2020 segnerà il passo con una crescita stimata al di sotto dell’1 per cento.

Il dato nel contesto dell’Eurozona

Parallelamente al segno “meno” tedesco, il Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre registra una crescita dello +0,2% trainato da export e consumi. Anche l’occupazione ha registrato una leggera crescita dello 0,1%. Eurostat ha attribuito l’espansione a esportazioni e spese per consumi. Il lieve peggioramento del commercio netto è stato determinato dall’incremento delle importazioni. Nell’Eurozona la spesa delle famiglie è aumentata nel terzo trimestre dello 0,5% rispetto allo 0,2 precedente. L’export ha visto un incremento dello 0,4% raddoppiando il ritmo del secondo trimestre e le importazioni hanno fatto un balzo pari allo 0,6 per cento.

E l’Italia?

I dati sui conti nazionali del terzo trimestre del 2019 pubblicati dall’Istat registrano una bassa crescita del PIL, con un +0,1% rispetto al trimestre precedente. Secondo le previsioni della Commissione europea l’Italia nel 2019 è il paese UE con la più bassa crescita (+0,1%). Le stime parlano di un +0,4% nel 2020 e un +0,7% nel 2021. Si evidenzia una frenata delle esportazioni che, nel terzo trimestre 2019 sono diminuite dello 0,1% (a prezzi costanti). Mentre le importazioni sono aumentate dell’1,3%. Il Pil italiano si preannuncia debole nel quarto trimestre, come nei precedenti (+0,1%).