Pubblica Amministrazione: i dirigenti inadeguati saranno licenziati e niente Jobs Act

Potranno essere licenziati i dirigenti della pubblica amministrazione ritenuti inadeguati a ricoprire l’incarico. E’ questa una delle novità che dovrebbe essere introdotta dalla riforma della pubblica amministrazione che comincerà tra pochi giorni l’iter per l’approvazione al Senato.

riforma-lavoroGli incarichi dirigenziali avranno una durata triennale e potranno essere rinnovati una sola volta. I dirigenti che non saranno confermati, rimarranno in attesa di un nuovo incarico, ma se dopo un congruo periodo (da stabilire) il dirigente continuerà ad essere senza incarico, perderà prima l’abilitazione e poi il lavoro. Con l’innovazione annunciata, si intende superare la pratica dello “spoil system” ( la nomina, da parte dei governi, di dirigenti graditi che verranno prontamente sostituiti al subentrare di un governo di diverso orientamento), per approdare ad una dirigenza autonoma e indipendente dalla politica, dove la progressione di carriera non sarà automatica, ma regolata da meccanismi di mercato e di merito.

Altra novità la non validità, per i dipendenti statali, delle regole previste dal Jobs Act in materia di reintegro. Una decisione da non intendere come un favoritismo, ma spiegata dal ministro con fatto che, nel caso della pubblica amministrazione, chi licenzia non è un imprenditore che decide con le proprie risorse di sborsare un indennizzo, ma lo Stato, che per quell’indennizzo alternativo al reintegro, dovrebbe utilizzare soldi pubblici. Il ministro Madia ha poi affrontato il tema delle nuove assunzioni nel settore pubblico, per le quali dovranno passare almeno due anni. Questo il periodo previsto per l’assorbimento dei dipendenti delle Province.