Dazi USA, uno strumento a sostegno dell’economia americana

Nella strategia di governo Usa, i dazi sono dei veri e propri strumenti al servizio della crescita economica

guerra dazi usaNelle ultime ore gli Usa hanno annunciato l’arrivo di dazi e tariffe punitive fino al 100% su 2,4 miliardi di dollari di importazioni dalla Francia. È questa la risposta Usa alla Web Tax che penalizza i big americani della tecnologia in Europa. Ma, oltre che la Francia, il monito riguarda anche l’Italia che nella legge di Bilancio per il 2020 ha previsto un’aliquota del 3% per i colossi del web.
I dazi sui prodotti francesi sono solo l’ultimo esempio di come gli Usa li utilizzino per sostenere la loro economia in svariati settori. Dal food all’agricoltura, dalla tecnologia all’aeronautica.

I dazi sull’acciaio in Brasile e Argentina

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di voler introdurre i dazi sull’acciaio proveniente da Brasile e Argentina. “Brasile e Argentina hanno portato avanti una massiccia svalutazione delle loro valute, che danneggia i nostri agricoltori. Per questo, con efficacia immediata, reintrodurrò i dazi su tutto l’acciaio e l’alluminio che viene inviato da questi Paesi negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, la Federal Reserve dovrebbe fare in modo che questi Paesi, come molti altri, non si avvantaggino più della forza del dollaro svalutando ulteriormente le loro valute. Ciò rende difficile per i nostri agricoltori e i nostri industriali esportare equamente i loro prodotti” ha motivato il presidente Usa. ​

Il caso Boeing-Airbus

Secondo l’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade OrganizationWTO) l’Europa è stata responsabile di aiuti illegittimi al colosso aerospaziale Airbus nello sviluppo e lancio di alcuni suoi modelli (A380 e A350). Airbus da anni è impegnata nella lotta per il dominio dei cieli con la rivale americana Boeing . Per controbilanciare questa ingerenza pubblica in affari privati, gli Usa hanno potuto far scattare gli aumenti alla dogana, imponendo dazi su 7,5 miliardi di dollari di daziimport dall’Unione europea.

La guerra dei dazi con la Cina

La guerra con la Cina è forse l’emblema della strategia economica americana basata sui dazi. Se a novembre si pensava che un’intesa per ridurre i dazi fosse vicina e per Huawei è arrivata la fine del ban Usa, il 28 novembre il presidente Usa ha firma la legge a sostegno dei manifestanti pro democrazia a Hong Kong. Di conseguenza la Cina ha minacciato “dure contromisure” e l’intesa è slittata a data da destinarsi.

Le conseguenze per l’Italia

Coldiretti in ottobre ha stimato quali potrebbero essere i possibili impatti sul nostro export, una volta diffusa la lista dei prodotti in “black list” da parte degli Usa con l’entrata in vigore dei dazi lo scorso 18 ottobre. A pagare il conto più salato rischia di essere l’agroalimentare. “Sono colpiti da dazi Usa del 25% le esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro con la presenza nella black list prodotti come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino e altri prodotti lattiero caseari, prosciutti di suini non domestici (esclusi dop), crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori mentre sono salvi gli elementi base della dieta mediterranea come olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro, pasta e vino”, ha stimato l’associazione. Le tariffe doganali per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano di fatto triplicano passando dal 15% al 40% sul valore del prodotto. Per il Parmigiano si stima un rincaro da 40 a 45 euro al chilo. A un simile aumento corrisponderà inevitabilmente un crollo dei consumi, stimato nell’80-90% del totale dal Consorzio del Parmigiano Reggiano. E queste stime potrebbero anche peggiorare se la guerra dei dazi si facesse più aspra.