Come la carbon sequestration può salvare il pianeta (o almeno noi umani)

Il suolo come fonte di sostenibilità. carbon sequestrationLe emissioni di gas a effetto serra, che hanno contraddistinto la nostra società dalla seconda rivoluzione industriale ad oggi, non sono compatibili a lungo termine con l’ecosistema in cui l’uomo è inserito. Concordano su questo il mondo scientifico, le organizzazioni mondiali, i governi e tutti gli attori operanti nelle rispettive economie.

Il suolo può avere un ruolo chiave nel prevenire e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. In questo contesto le tecnologie di carbon sequestration e cattura e stoccaggio della CO2 sono state segnalate come delle possibili soluzioni del problema. Possono contribuire ad abbattere le emissioni in modo complementare ad altre strategie di riduzione dei consumi.

Cos’è la carbon sequestration

CCS (Carbon Capture and Storage) o carbon sequestration è il termine generale per indicare un insieme di tecnologie e tecniche che consentono la riduzione delle emissioni in atmosfera di CO2 e di gas serra. Prevede l’uso di combustibili fossili con conseguenti emissioni di CO2 significativamente più basse.

Per questo motivo può essere vista come un’opzione di mitigazione importante nella transizione globale verso un’economia sostenibile low-carbon. Sia nel settore della produzione di energia, che nell’industria.

E’ complementare ad altri due importanti approcci per la riduzione dei gas serra, vale a dire il miglioramento dell’efficienza energetica e l’aumento dell’uso di fonti di energia non carboniche. L’anidride carbonica emessa dai processi di combustione viene catturata e iniettata in un sito geologico di confinamento per un periodo di circa cento anni. In pratica, si prende il gas per stoccarlo sotto terra, in siti appositi.

Il processo di carbon sequestration

Da un punto di vista tecnico, la CCS consiste di tre parti: la cattura, il trasporto e lo stoccaggio. L’approvigionamento di CO2 avviene alla fonte (ad es. Centrali elettriche, processi industriali). Lo scopo della cattura della CO2 è quello di prelevare il biossido di carbonio presente nella miscela di gas che è coinvolta a monte o a valle nei processi di combustione.

Il prodotto finale di questa fase è una corrente concentrata di anidride carbonica ad alta pressione, che possa successivamente essere trasportata verso il sito di stoccaggio. Conosciuto anche come geo-sequestro, questo metodo prevede poi di iniettare anidride carbonica direttamente nelle formazioni geologiche sotterranee.

Giacimenti di petrolio, giacimenti di gas, formazioni saline, giacimenti di carbone, e formazioni di basalto sono stati proposti negli anni come siti di stoccaggio. Lo stoccaggio della CO2 rappresenta l’ultimo blocco di operazioni e completa la catena di Carbon Capture and Storage (CCS).

La CO2 nel sottosuolo

La fase dello stoccaggio della CO2 è senz’altro la più delicata e quella che determina più timori da parte delle popolazioni. Consiste nell’intrappolare la CO2 nel sottosuolo (tipicamente oltre gli 800 m), in luoghi atti a garantire che nessuna perdita possa avvenire verso la superficie.

Lo stoccaggio geologico implica l’iniezione di CO2 a profondità sotterranee, in cui possiede una densità 500-600 volte maggiore di quella in corrispondenza della superficie (può raggiungere densità maggiori di 700 kg/m3). L’aspetto fondamentale del confinamento geologico della CO2 risiede nei meccanismi chimici e fisici che intervengono e, intrappolando la CO2, ne impediscono la migrazione in superficie.

L’impegno del MIT

Il MIT, una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Boston (Massachusetts), è alla ricerca di soluzioni energetiche low carbon, con l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici. Ad occuparsi di tutto questo, in particolare, è il MIT Energy Initiative, o semplicemente MITEI, centro di ricerca, formazione e promulgazione multidisciplinare sull’energia fondato nel 2006. Il programma Carbon Capture and Sequestration Technologies al MIT ha condotto ricerche sulle tecnologie per prendere, utilizzare e immagazzinare CO2 da grandi fonti. Iniziato nel 1989, il programma è stato riconosciuto a livello internazionale come leader in questo campo. La ricerca del MIT esamina la carbon sequestration da più prospettive: tecniche, economiche e politiche.