Bloomberg può battere Trump – ma può battere Elizabeth Warren?

Mike Bloomberg, ricchissimo finanziere ed editore americano, ex-sindaco di New York, è entrato nella corsa Democratica per sfidare Trump alla Casa Bianca.

Bloomberg crede che la corsa di Joe Biden, il candidato Democratico moderato capace di vincere negli stati del sud, sia già finita nel nulla, e che Elizabeth Warren abbia posizioni così radicali da poter conquistare altri milioni di voti sulle coste, senza vincerne nessuno nella ‘Bible Belt’.

Bloomberg è intenzionato a spendere più di 150 milioni di dollari per la sua corsa a presidente, dei quali quasi 100 dedicata ad annunci online per contrastare la presenza di Trump su Facebook e Twitter.

“La nazione sta per vedere una campagna molto diversa da quella che abbiamo mai visto prima.” ha dichiarato un consulente di Bloomberg.

Bloomberg, che secondo Forbes vale 52 miliardi di dollari, ha inoltre dichiarato che si autofinanzierà, rinunciando alle donazioni, cosa che gli consentirà di condurre una campagna essenzialmente nazionale in un momento in cui il resto del campo Democratico sta raccogliendo fondi concentrandosi sui primi stati interessati dalle primarie.

Bloomberg fino a pochi mesi fa era intenzionato a sostenere il ‘miglior candidato Dem’, ma si è poi dimostrato sempre più preoccupato perché tutti i principali candidati hanno dei punti deboli che Trump avrebbe potuto sfruttare nelle elezioni generali.

Bloomberg è invece il perfetto anti-Trump: pratico e pragmatico, un imprenditore indipendente, impegnato in questioni come il clima e le armi e che in politica estera riconosce il valore del multilateralismo e delle coalizioni sull’isolazionismo.

I suoi maggiori problemi?

L‘età, dato che a 77 anni è praticamente coetaneo di Sanders e Trump, e la radicalizzazione dell’elettorato Democratico, tanto che un miliardario in pensione potrebbe non essere propriamente ciò che i Californiani vorrebbero votare.

Si attende la reazione di Elizabeth Warren, che in queste settimane si è aggiudicata la testa della corsa alle primarie Dem, che avrà buon gioco ad accusarlo di volersi ‘comprare la Presidenza’.