Aprire partita IVA in regime forfettario: come si fa e quanto costa

Un breve vademecum per rispendere ai dubbi più frequenti di chi desidera aprire partita IVA in regime forfettario
aprire partita iva regime forfettarioAprire partita IVA è un passo importante nella vita professionale di un lavoratore. Quando conviene aprirla, quando invece è obbligatorio? E soprattutto, quali sono i costi? Cerchiamo di rispondere a queste lecite domande focalizzandoci sul regime forfettario, ovvero quello che generalmente si consiglia a chi si affaccia alla libera professione per la prima volta.

Aprire partita IVA e lavorare da libero professionista

Lo sviluppo di tutte le professioni freelance e la crescente difficoltà di trovare un lavoro dipendenteha fatto si che la richiesta per l’apertura di Partite IVA sia aumentata esponenzialmente negli ultimi anni.
Sempre più liberi professionisti, lavoratori autonomi, consulenti, richiedono informazioni sulla convenienza o meno dell’ apertura della Partita IVA. Nella maggior parte dei casi l’apertura di una Partita IVA risulta la soluzione più conveniente.
L’apertura della Partita IVA risulterà quasi sempre la scelta più vantaggiosa rispetto all’utilizzo della prestazione occasionale. E questo grazie a un regime fiscale di vantaggio: il Regime forfettario.

I costi di aprire partita IVA in regime forfettario

Il regime forfettario è stato ideato per tutti quei liberi professionisti, freelance, artigiani e commercianti che per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro autonomo garantendo loro notevoli vantaggi fiscali e contabili, anche con fatturati annuali bassi.
Avere Partita IVA nel regime forfettario non presenta alcun costo fisso annuale (a esclusione di quello del vostro commercialista se ne avrete uno che vi segue). Sia le tasse che i contributi previdenziali saranno calcolati in percentuale sul fatturato. Da ciò ne conseguirà che se non si dovesse fatturare nulla, non si dovrà versare alcuna tassa.

I vantaggi del regime forfettario

Per prima cosa: non ha IVA. Ciò significa che quando si emette una fattura non bisogna sommare l’ IVA ai compensi. Questo sarà vantaggioso per i clienti, che pagheranno il 22% in meno rispetto a quelle dei professionisti con altri regimi fiscali. Inoltre la partita IVA in regime agevolato è esente da ritenuta d’ acconto e non ha alcun tipo di trattenuta. Si incassa il 100% dei compensi. Questo regime ha le tasse più basse e ha una contabilità semplificata. Non sarà necessario infatti inviare gli Studi di Settore, è esente dallo Spesometro e per ora anche dalle fatture elettroniche.

Obblighi e requisiti

La Legge di bilancio 2019 ha modificato i requisiti di accesso e di permanenza nel regime forfettario. Ora possono accedervi i soggetti che nell’annualità precedente hanno registrato ricavi non superiori a € 65.000 per tutte le attività. Il superamento della nuova soglia di Euro 65.000 determina la fuoriuscita dal regime a decorrere dall’anno successivo indipendentemente dalla misura dello sforamento. Nel caso di superamento il contribuente dovrà adottare il regime ordinario dall’anno successivo.