Aprire partita Iva, ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento

Vademecum per i lavoratori autonomi che vogliono aprire partita Iva, dal regime ordinario a quello forfettario, costi di inizio attività e di chiusura.

Aprire partita Iva è una procedura relativamente facile e veloce, basta compilare e presentare apposito modulo, cartaceo o telematico, all’Agenzia delle Entrate, o affidarsi ad un commercialista. Per introiti non superiori a 5mila euro l’anno l’alternativa è la ritenuta d’acconto al 20% per ogni prestazione occasionale. Il regime ordinario prevede un costo tra i 300 e i 1000 euro all’anno, spese di mantenimento che riguardano contributi, imposte, dichiarazione dei redditi e registrazione alla Camera di Commercio. L’aliquota in questo caso è del 23% per redditi fino a 15mila euro e 43% per quelli superiori a 75mila.

Si può optare per aprire partita Iva con regime forfettario, beneficiando di un’aliquota al 5% per i primi 5 anni e passando poi ad una definitiva al 15%. Il limite è di 30mila euro all’anno, con un coefficiente di redditività media del 78% sui ricavi. I primi 5 anni al 5% nello specifico valgono per chi nei 3 anni precedenti all’inizio dell’attività non abbia esercitato una professione artistica o d’impresa, autonoma, associata o familiare. Il sensibile incremento dei soggetti che ogni anno decidono di aprire partita Iva ha fatto ipotizzare che il Governo possa aumentare il limite a 65mila euro, senza obbligo di fatturazione elettronica e restando fuori dallo spesometro.

L’evoluzione in questo senso potrebbe portare sempre più ad aprire partita Iva e ad una consistente riduzione dei rapporti di tipo subordinato in favore del lavoro autonomo. A questo punto occorrerà tuttavia svolgere verifiche più accurate per individuare chi viene praticamente “obbligato” ad aprire partita Iva perché tali costi saranno molto più convenienti rispetto a quelli che il datore di lavoro deve sostenere in caso di collaborazione dipendente. Per chiudere la partita Iva è sufficiente una marca da bollo, costo che si azzera se l’attività è iscritta nel registro delle imprese. Ecco cosa occorre:

  • Modello AA9/12per le persone fisiche o il modello AA7/10 società, enti o associazioni, da presentare all’Agenzia delle Entrate, in formato cartaceo (tramite raccomandata, di persona), telematico, tramite commercialista.
  • Dichiarazione di cessazione attività, da presentare all’Amministrazione Tributaria entro 30 giorni.