A che punto siamo con la Brexit

Vado. No, resto. No, vado. Ma forse torno. 

Dopo che l’UE ha acconsentito a un secondo ritardo, la Brexit dovrebbe ora avvenire il 31 Ottobre 2019.

Dato per scontato che ormai sappiamo tutti che anche senza accordi non avrà conseguenze devastanti per i paesi europei, ma solo per il Regno Unito, possiamo cercare di capire le probabilità che avvenga davvero.

Tutto dipende da chi sarà il prossimo leader dei conservatori: lo scontro è tra due personaggi controversi, Boris Johnson e Jeremy Hunt.

Johnson è stato per molto tempo il volto ‘presentabile’ della Exit e spingerebbe per l’uscita al 31 Ottobre a tutti i costi: negli ultimi giorni una violenta lite domestica – e il suo rifiuto di commentarla – ha complicato la sua posizione.

Hunt invece cercherebbe un accordo con la UE, magari chiedendo di nuovo di rimandare la scadenza: fino ad oggi Hunt era noto soprattutto per essere stato il Segretario della Salute ai tempi dello scandalo delle trasfusioni infette, fama che lo tormenta ancora oggi.

Entrambi i candidati si sono inoltre espressi a favore di grandi incentivi nei confronti di Scozia e Galles, che mormoreggiano per separarsi dal Regno Unito e restare nella UE da soli, per convincere una quota dell’elettorato a supportarli.

In entrambi i casi annullare la Brexit non è un’opzione sul tavolo, soprattutto perchè i Labour non sembrano avere la forza per spingere a nuove elezioni e presentarle come un nuovo referendum. La recente richiesta di un nuovo referendum consultivo è già stata osteggiata dalla maggioranza dei parlamentari e risulta invisa dalla Corona, che non vuole che si possano ripetere i referendum (ricordate la Scozia?).

Ma la UE negozia da una posizione di forza, anche grazie alla continuità di governo emersa dopo le ultime elezioni europee.

La UE non ha alcun interesse a rendere l’uscita di un paese membro più facile, mentre le promesse di un ‘trattamento di favore’ da parte di Trump suonano deboli ora che la campagna elettorale americana è già iniziata.

Quindi per ora si può dire che la Brexit si farà, ma solo per inerzia, e secondo noi non prima del 2020.

E nel frattempo i deputati britannici appena eletti al Parlamento Europeo ci regalano grandi perle che ci fanno desiderare che se ne vadano il prima possibile.