Airbnb chiede un’Authority Europea per i servizi digitali

Il suggerimento di Airbnb è l’istituzione di un organo di controllo comunitario
Airbnb chiede authority europeaAll’interno delle riforme del Digital Services Act in discussione a Bruxelles sarà possibile discutere dell’istituzione di un ente regolatore europeo capace di dare un indirizzo concreto ai servizi digitali? È quanto richiede Chris Lehane – Senior Vice President of Global Policy & Communications di Airbnb – in una lettera recentemente inviata alle istituzioni europee e agli amministratori locali. L’idea di Airbnb è che è un organo comunitario possa guidare le aziende del digitale e la loro crescita nel rispetto di regole condivise. E che possa supportare governi e amministrazioni nello sviluppo di norme costruttive a tutti i livelli.

Regole condivise per i servizi digitali

L’autorità di regolamentazione contribuirebbe a garantire un approccio meno frammentato e più coerente alle normative in tutta Europa. E potrebbe svolgere un ruolo di mediazione nei colloqui tra i diversi stakeholder: rappresentanti del governo, delle istituzioni locali e dell’industria. Soprattutto nei casi in cui la strada giusta per lo sviluppo di norme e regolamenti non sia ancora chiara o sia contestata.

La sentenza in Francia

La richiesta di Airbnb di un organo comunitario che possa mediare le controversie sui servizi digitali è in linea con il pronunciamento del mese scorso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La Corte Ue si è espressa in merito a un ricorso presentato in Francia dall’Associazione locale per il turismo (Ahtop). Veniva contestato ad Airbnb l’esercizio di attività di agente immobiliare senza essere titolare della licenza per la professione. In quell’occasione, la Corte Ue ha rigettato il ricorso, sostenendo che Airbnb non possa essere assimilata a un’agenzia immobiliare.

La lettera alle città europee

La proposta di un organo regolatore UE si inserisce in una più ampia comunicazione agli amministratori delle diverse città europee in cui Airbnb opera. L’azienda ha espresso la volontà di essere partner delle amministrazioni pubbliche. In particolare, la piattaforma anticipa una partnership per fornire alle città dati pubblici e indipendenti riguardo la presenza e l’impatto degli affitti a breve termine in Europa. L’obiettivo è quello di offrire ai governi dati e informazioni utili alla definizione di regole efficaci. Nel testo inviato alle istituzioni si conferma inoltre la volontà di supportare le amministrazioni nella raccolta automatizzata della tassa di soggiorno. Una collaborazione che genera importanti benefici in Europa. E che nelle prime settimane di quest’anno ha consentito di riversare solo in Italia e Francia più di 80 milioni di euro di tasse di soggiorno relative al 2019.